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Le Dolomiti, patrimonio dell’Umanità: passeggiata alla malga Valparola

NEWS/NATURA/BIODIVERSITA’

 

Raggiungere la malga Valparola è una tranquilla passeggiata tra i prati e i boschi dell'Alta Badia, al cospetto delle stupende pareti del Conturines.

 

 

 

 

 

 

(prati dell'Armentarola)

Si attraversano i prati dell’Armentarola  e si prosegue per circa mezz'ora, alternando brevi rampe a tratti più pianeggianti sempre costeggiando il fiume, fino a giungere ad un cancello per il bestiame, oltre il quale si trova la Malga Valparola (1700 metri). Volendo, proseguendo sul sentiero, sempre seguendo le indicazioni, è possibile raggiungere il Passo Valparola, ai piedi delle pareti del Lagazuoi.

(malga Valparola)

 

Dal XIV al XVI secolo nelle vicinanze della Valparola, dalle miniere del Furcil presso Colle Santa Lucia, si estraeva minerale di ferro che alimentava i numerosi forni fusori della zona. Anche in altri ambiti della Val Badia si sono trovate prove della presenza di luoghi di lavorazione del minerale di ferro. Probabilmente in Valparola c’era abbastanza legname per alimentarne l’energivoro processo di fusione. Ora sono rimasti solo i toponimi a testimoniare la passata attività metallugica. Così ad esempio il “Munt de Valparola“ in tedesco si chiama “Eisenöfen-Alm“, ovvero “malga dei forni del ferro“; analogamente, il ladino “Rü de Col dai Furns“ significa “colle dei forni fusori“. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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