Miliardi di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso a servizi idrici e igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e strutture di base per il lavaggio delle mani a casa, che sono fondamentali per prevenire la diffusione della diffusione del COVID-19

 

 

 

Il Goal 06 è focalizzato sulla disponibilità di acqua, risorsa vitale e indispensabile per tutte le forme di vita. Rendere l’acqua accessibile alla popolazione e agli ecosistemi è cruciale per garantire la loro sopravvivenza. Il pianeta possiede sufficiente acqua potabile, ma in numerose aree nel mondo, molte persone, soprattutto bambini, muoiono ancora per malattie dovute al consumo di acqua non idonea al consumo umano, servizi sanitari insufficienti e livelli d’igiene inadeguati. I cambiamenti climatici e la crescente pressione della domanda acuiscono il problema della disponibilità di acqua e le previsioni per il futuro sono tutt’altro che favorevoli.

 

Nel 2017, solo il 71% della popolazione mondiale ha utilizzato acqua potabile gestita in modo sicuro e solo il 45% ha utilizzato servizi igienico-sanitari gestiti in sicurezza, lasciando 2,2 miliardi di persone senza acqua potabile gestita in modo sicuro, di cui 785 milioni senza nemmeno acqua potabile di base e 4,2 miliardi senza servizi igienico-sanitari gestiti in sicurezza. 

Nel 2017, l'Asia centrale e meridionale e l'Africa settentrionale hanno registrato uno stress idrico molto elevato - definito come il rapporto tra acqua dolce prelevata e risorse di acqua dolce rinnovabili totali - di oltre il 70%, seguito da Asia occidentale e Asia orientale, con stress idrico elevato di Rispettivamente il 54% e il 46%.

L’Italia non è estranea al problema, avendo già sperimentato, soprattutto in alcune zone del Paese, carenze d’acqua. A questo si aggiungono persistenti inefficienze della rete idrica, che causano, ancora oggi, sprechi e ingenti perdite di questo bene prezioso.

 

La conservazione ed il buon uso dell’acqua consentono di limitare lo stress idrico, ovvero non alterare, ma preservare il naturale ripristino della risorsa. La gestione dell’intero ciclo delle acque deve, quindi, essere resa più efficiente, attraverso investimenti nelle diverse attività, dal prelievo alla distribuzione, fino al trattamento delle acque reflue. L’efficienza nell’utilizzo dell’acqua in tutti i settori (civile, industriale, energetico, agricolo) va migliorata, attivando sistemi di monitoraggio, investendo in manutenzione e sviluppo, incentivando pratiche di riciclo e raccolta. Per garantire adeguati livelli qualitativi, il ritorno delle acque all’ambiente naturale deve essere il più possibile privo di inquinanti. Deve essere garantita la disponibilità di acqua pulita, per la salute, la pulizia e per l’igiene. Gli ecosistemi devono essere salvaguardati.

Le zone umide d’importanza internazionale (Aree Ramsar) svolgono una necessaria funzione ecologica per la regolazione del regime delle acque e come habitat per la flora e per la fauna.

Le aree umide svolgono un’importante funzione ecologica per la regolazione del regime delle acque e come habitat per la flora e per la fauna.

Oggetto della Convenzione di Ramsar sono la gran varietà di zone umide, fra le quali: aree acquitrinose, paludi, torbiere oppure zone naturali o artificiali d'acqua, permanenti o transitorie, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, comprese le zone di acqua marina.

 

Sono inoltre comprese le zone rivierasche, fluviali o marine, adiacenti alle zone umide, le isole nonché le distese di acqua marina nel caso in cui la profondità, quando c'è bassa marea, non superi i sei metri oppure nel caso che le stesse siano entro i confini delle zone umide e siano d’importanza per le popolazioni di uccelli acquatici del sito.

 

Nel 2018 in Italia le zone umide riconosciute e inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar sono 655, distribuite in 15 regioni, per un totale di oltre 80mila ettari.

 

 

In ambito europeo (Eu28), nonostante la consistente diminuzione del fenomeno nel tempo, in alcuni paesi permane una quota di popolazione priva di servizi igienici nella propria abitazione. La percentuale di popolazione senza servizi è ancora più elevata tra le fasce di popolazione che vivono in famiglie con reddito inferiore al 60% del reddito equivalente mediano.

 

Popolazione senza un bagno, né doccia all’interno della abitazione in alcuni paesi Ue, per condizione di povertà. Anno 2017 (%)

 

L’Italia detiene il primato europeo del prelievo di acqua per uso potabile in termini assoluti da corpi idrici superficiali e sotterranei, con valori tra i più elevati anche in termini pro capite. Nel 2018 il volume di acqua prelevato per uso potabile si attesta a 419 litri giornalieri per abitante.

 

L’efficienza della rete di distribuzione dell’acqua potabile è in peggioramento. Nel 2018 il 10,4% delle famiglie italiane hanno lamentano irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni.

 

 

 

Friuli Venezia Giulia (SDGS 2019)

 

 

 

 

 

 


Torna all'Indice


 

 

 

Articoli Correlati