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RapidScat, un nuovo dispositivo per studiare il clima

NEWS/CAMBIAMENTO CLIMATICO/

La ISS (Stazione Spaziale Internazionale) si è dotata di un nuovo e innovativo dispositivo chiamato ISS-RapidScat, in grado di osservare il nostro Pianeta dall’orbita bassa su cui giace la Stazione (40 km di altezza).

 

 

 

 

Una nuova missione della NASA che amplificherà il monitoraggio globale dei venti oceanici allo scopo di migliorare gli studi sulla previsione del tempo e sul clima.

La NASA ha annunciato di aver attivato con successo RapidScat (Rapid Scatterometer), uno scatterometro trasportato sulla Stazione Spaziale Internazionale dalla navicella spaziale Dragon e per questo chiamato anche ISS-RapidScat. Si tratta di uno strumento progettato per monitorare i venti oceanici per contribuire alle ricerche sul clima, alle previsioni meteorologiche e al monitoraggio di fenomeni come gli uragani. Si tratta di uno strumento sperimentale per usare la Stazione come base per osservazioni generalmente effettuate da satelliti.

Questo tipo di strumento utilizza impulsi radar, nello specifico microonde a bassa energia, per osservare velocità e direzione dei venti sopra gli oceani. Vari satelliti dotati di scatterometri sono stati lanciati nel corso degli anni per effettuare questo tipo di monitoraggio.

Generalmente, i satelliti dotati di scatterometri vengono piazzati in un’orbita eliosincrona. Ciò vuol dire che passano sull’equatore alla stessa ora ogni giorno. La Stazione Spaziale Internazionale invece ha un’orbita di tipo diverso perciò RapidScat vedrà diverse parti del pianeta a ore diverse. La conseguenza è che effettuerà misurazioni sulla stessa area a ore diverse. Grazie a questa caratteristica, RapidScat permetterà anche di completare le misurazioni di altri satelliti di quel tipo.

La missione RapidScat dovrebbe durare almeno due anni. Questo è solo l’inizio di un programma sperimentale per l’uso della Stazione Spaziale Internazionale come base per osservazioni della Terra. Alcuni altri strumenti scientifici dovrebbero essere inviati nelle prossime missioni di rifornimento.

 (fonte NASA Jet Propulsion Laboratory)

 


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