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Trasformare in realtà l’economia circolare per eliminare gli sprechi

Creato Giovedì, 12 Marzo 2015 13:04

 

Karmenu Vella , il Commissario europeo per l'ambiente, gli affari marittimi e la pesca, sostiene l’economia circolare per una società più sostenibile.

 

 

In un'economia circolare, quasi nulla è sprecato. Alla base dell’economia c’è il riutilizzo, ci sono meno rifiuti. 

 La sfida europea è diventare leader i questo tipo di sviluppo.

E’ necessario guardare sia all’ambiente che all'economia. Bisogna integrare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse con il business.

Il grosso problema dell’Europa è quella di essere bloccata in una produzione di tipo lineare. Questo tipo di produzione produce più scarti e quindi più rifiuti. Il valore potenziale delle risorse viene parzialmente perso ma in un mondo in cui la popolazione mondiale aumenta di 200.000 unità ogni giorno, non è più sostenibile.

Entro il 2050 il bisogno di risorse aumenteranno di tre volte rispetto alla richiesta attuale. In particolare la domanda di cibo, mangimi e fibre aumenterà del 70 per cento. Purtroppo oltre la metà degli ecosistemi sono già degradati o sono stati utilizzati oltre i limiti naturali.

Il nostro sistema industriale deve comportarsi come un eco-sistema.  Dobbiamo ricalibrare i consumi.

 

La Commissione intende presentare un nuovo pacchetto ambizioso entro il 2015. Al centro del provvedimento ci sarà l’economia circolare.

La gestione dei rifiuti rimane una priorità attraverso incentivi e sostegno per la riduzione dei rifiuti. Una raccolta di alta qualità garantisce ulteriori risorse all'interno del cerchio e  rendendole disponibili per un uso futuro.

La gestioni dei rifiuti deve migliorare.  Nel 2012 la produzione totale di rifiuti nell'UE è pari a 2,5 miliardi di tonnellate, con una media di 5 tonnellate per abitante e per anno. Da questo totale solo una quota limitata del 36% è stato effettivamente riciclato. La quota maggiore, 37%, è stato semplicemente inviato allo smaltimento sia in discarica o su terreni. In altre parole, circa 1620 milioni di tonnellate di rifiuti è stato perso per l'economia dell'UE. Perdere questo materiale significa che parte di una potenziale competitività non viene sfruttata.

Passare all’economia circolare, ossia ottenere il massimo valore dalle risorse, richiede un intervento in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti. I processi vanno rivalutati a partire dalla fase di estrazione della materia prima con un uso crescente delle materie prime secondarie.

 

Questa è la linea politica che dobbiamo seguire in futuro. Stime recenti mostrano come aumentare la produttività delle risorse del 30% entro il 2030 potrebbe aumentare il PIL di quasi l'1% e portare più di due milioni di posti di lavoro. La prevenzione dei rifiuti, eco-design, riuso e misure analoghe potrebbe portare un risparmio netto di € 600.000.000.000, o 8% del fatturato annuo riducendo le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%.

 

(fonte Commissione Europea)

Quindi è fondamentale dare spazio a prodotti innovativi che hanno come idea di base l’economia circolare ma, allo stesso tempo, non trascurano la competitività in termini di costi e di prestazioni.

 

SuberSost e SuberSkin: due materiali per l’economia circolare

 


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