La Marca del Friuli, detta anche «Veronensis et Aquileiensis». San Paolino, di Premariacco, viene nominato patriarca. Curiosità: la permanenza Carlo Magno a Cividale e la storia dell’abito migliore.

 

Dopo la sconfitta di Rodgando, il Ducato del Friuli venne riorganizzato.  A Forogiulio (Cividale) venne istituita una Prefettura, detta Marca, alla cui direzione pose un duca.

 

Alla fine del secolo VIII, conquistato ed annesso al grande Regno dei Franchi di Carlo Magno, il Friuli venne organizzato in marca o margraviato. Ad esso furono congiunti vasti territori, sia ad occidente sia ad oriente. La Marca del Friuli si estese così dal Lago di Garda all'Istria ed alla Carniola, oltre Emona, l'odierna Lubiana. Dai documenti è certo che nel 788 l’Istria era sotto la denominazione franca.

Nell' anno 952 il Friuli con tutta la sua Marca, denominata «Veronensis et Aquileiensis», fu annesso al Ducato di Baviera e, quindi, al Ducato di Carinzia, entrambi compresi nel Regno di Germania.

 

 

La marca denominata «Veronensis et Aquileiensis»

 

La marca era sotto la direzione di un duca.  Inoltre, in ogni città c’era un conte per governare il territorio.  A differenza dei duchi, i quali reggevano con podestà quasi sovrana, i nuovi conti vennero considerati unicamente capi militari di un territorio più o meno esteso, sul quale non esercitavano dominio ma semplice giurisdizione a nome del Re ed era una carica temporanea.

Per tutelare  la popolazione dalle angherie dei conti, Carlo Magno aveva istituito i messi regi (Missi Dominici) che erano una specie di ispettori che avevano il compito di garantire i diritti del podestà e che si osservassero le leggi.

I conti residenti nelle principali città del regno furono quasi tutti di stirpe franca.

I conti che avevano il compito di difesa delle frontiere si chiamavano conti limitanei detti anche marcarii o marchesi. I Comitati posti sui confini si chiamarono Marche, quindi Marca del Forogiulio o del Friuli fu il nome che prese l’antico Ducato della città Forogiuliese.

La Marca venne inizialmente governata dal conte Marcario (776-787) successore del ribelle duca Rodgaudo.

La Marca Ducale del Friuli era composta delle Marche di Carinzia, d’Istria, della Marca Aquileiese che si estendeva dal Risano al Tagliamento, della Trevigiana fra Tagliamento e Brenta, e della Veronese circoscritta dal Brenta, dal Mincio e dal lago di Garda.

Il duca marchese del Friuli doveva controllare i conti longobardi, detti Longobardi maggiori, che per odio verso i franchi, o per desiderio di libertà, vivevano incastellati nelle valli e sui monti. Il duca marchese del Friuli aveva anche il compito di difendere i confini orientali  dalle frequenti incursioni degli Avari, Bulgari, Bizantini, ecc.

I conti limitanei della Carinzia, Carniola, Carsia, Istria, Treviso e Verona erano tutti posti alle dipendenze dei duchi marchesi del Friuli.

Si pensa che in questo periodo venne istituito anche un Parlamento Friulano.

 

Carlo Magno e gli abiti

Dal 14 aprile al 17 giugno del 776, Carlo Magno era ospite a Cividale. Durante il suo soggiorno si volle concedere un giorno di festa che consisteva nell’andare a messa e poi  a caccia con i suoi cortigiani. Faceva freddo e pioveva, Carlo indossava una pelliccia di pecora mentre i nobili del suo seguito indossavano abiti sontuosi e delicate pellicce. Ritornati dalla caccia, il re ed i suoi cortigiani si misero davanti ad un grande fuoco per riscaldarsi ed asciugarsi. Gli abiti dei nobili, che erano fatti con tessuti pregiati, erano completamente rovinati.

Il mattino seguente, Carlo convocò tutti i nobili cacciatori con l’obbligo di indossare gli abiti del giorno prima. A quel punto Carlo magno chiese quale fosse l’abito più utile e prezioso: il suo che costava un soldo ed era rimasto bianco e perfetto, oppure i loro che costavano molto e che non valevano nulla.

 

Nel 776, i veneziani avevano portato dall’oriente stoffe pregiate e pellicce che piacquero molto ai nobili dell’epoca. Le pellicce erano molto in uso in Italia.

 

 

San Paolino, patriarca di Aquileia.

San Paolino, nel 776, venne nominato patriarca di Aquileia da Carlo Magno.

Nacque nel ducato longobardo del Friuli, a Premariacco. Carlo Magno gli affidò la sede patriarcale di Aquileia; la sua diocesi abbracciava tutta la pianura friulana mentre la sua giurisdizione metropolitana si estendeva alle Chiese dell’Austria longobarda e dell’Istria, dopo che questa terra fu tolta agli Avari e unita all’impero carolingio. Sempre in quell’anno, Carlo Magno donò a S. Paolino il villaggio friulano di Lavariano con tutti i beni goduti e posseduti di  Valdando figlio d’Immone, signore di quel luogo e ribelle insieme al duca Rodgaudo.

Fu un uomo di lettere. Carlo Magno lo condusse con sé in Francia quale artis grammaticae magister. Intervenne in Francia nel 789 al Concilio d’Aquisgrana e diresse praticamente il Concilio, Fu presente al Concilio Ratisbona nel 792 e nel 794 al Concilio di Francoforte.

La sua personalità e la sua opera gli meritarono un posto di preminenza nella cultura europea del tempo. Paolino morì a Cividale l’11 gennaio 802 e fu sepolto nella cattedrale ove le sue spoglie sono tuttora custodite.

L'11 gennaio si celebra San Paolino.

 

Bernardo Benussi, Nel medio evo: pagine di storia istriana, 1897

Prospero Antonini, Del Friuli ed in particolare dei trattati da cui ebbe origine la dualità politica in questa regione, 1873

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

 

 


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