Lettore di greco, latino ed arabo, autentico precursore di un Rinascimento che sapeva recuperare dal mondo antico concetti teorici ma anche spunti di tecnologia.

Giovanni Fontana, nasce a Padova intorno al 1395. Studente presso l’ateneo patavino, consegue prima del 1418 il titolo accademico di Physicus, cioè dottore in medicina, e, negli anni tra il 1418 ed il 1421, è Rector Artium presso la medesima università.

Giovanni ha una spiccata propensione per le arti meccaniche e l’ingegneria. Appassionato di magia e di astrologia, seguace di quel controverso personaggio che fu il grande Biagio Pelacani da Parma, il doctor diabolicus.

Fontana era un razionalista ed appoggiò il metodo sperimentale che Galileo portò definitivamente alla luce.

Ingegnere militare, progettista di macchine molto avveniristiche per i suoi tempi, creatore addirittura di insegne vescovili corredate di effetti pirotecnici per stupire i fedeli, uomo geniale, esercitò l’arte medica in diverse città, sempre rimpiangendo, però, nei periodi di trasferta, la scarsa disponibilità di fonti che i centri minori potevano offrirgli, a differenza di quanto a lui accessibile nelle biblioteche padovane.

Lettore di greco, latino ed arabo, autentico precursore di un Rinascimento che sapeva recuperare dal mondo antico concetti teorici ma anche spunti di tecnologia.

Fontana è personalità sicuramente inusuale, che corredò i propri quaderni con disegni tecnici di alta qualità, quasi un secolo prima di Leonardo, ma che ne arricchì alcuni con note scritte in parte in chiaro ed in parte secondo uno speciale codice cifrato.

Scopo della cifratura, che risulta essere qui utilizzata per la prima volta nella storia al di fuori dell’ambito diplomatico, era senza dubbio aumentare la componente magico-stupefacente delle tavole e, probabilmente, anche salvaguardare l’opera del suo ingegno, ponendosi al riparo da eventuali plagiari.

Giovanni Fontana merita di essere ricordato per il suo impegno nell’ambito della scienza delle ruote dentate e delle loro applicazioni all’orologeria.

Un progetto per un'automobile ante litteram, dal Bellicorum Instrumentorum liber cum figuris, Venezia, circa 1420.

Il Bellicorum instrumentorum

Il "Bellicorum instrumentorum liber, cum figuris et fictitys litoris conscriptus" è un libro illustrato e criptato degli strumenti di guerra.

Il titolo del trattato sopra citato è un po’ fuorviante o almeno non tiene conto dell'ampia gamma di tecnologie incluse nelle 70 pagine (con circa 140 illustrazioni). 

In questo libro sono state raffigurate, tra gli altri, macchine d'assedio, fontane e pompe, macchine di sollevamento e trasporto, torri difensive, draghe, serrature a combinazione, arieti, animali con propulsione a razzo, la prima rappresentazione in assoluto di una lanterna magica, scale a pioli, strumenti di misurazione, forni alchemici e… diversi automi robotici.

Automa robotico

Quasi ogni figura è accompagnata da un breve testo. La prima frase è solitamente in latino, con il resto scritto in cifre.

Il dispositivo a propulsione a razzo è stato testato da Richard Windley e funziona.

dispositivo a propulsione a razzo

Fontana aveva proposto delle macchine razzo per uccidere all'avanguardia del primo Rinascimento

animali con propulsione a razzo

 

 

 

Marisa Addomine, IOHANNES FONTANA E LE SUE CLEPSAMMIE MECCANICHE, La voce Hora

Giovanni Fontana – Biography, History and Inventions

DA GIOVANNI DA FONTANA A RICHARD WINDLEY  

Johannes <de Fontana>: Bellicorum instrumentorum liber cum figuris