Potenzialità, costi e sfide del gas a zero emissioni nel percorso verso il 2050

L’idrogeno verde può decarbonizzare industria e trasporti pesanti, ma oggi pesa lo 0,1% della produzione e resta costoso

L’idrogeno verde può decarbonizzare industria e trasporti pesanti, ma oggi pesa lo 0,1% della produzione e resta costoso.  (RDM-AI03_26)

L’idrogeno verde può decarbonizzare industria e trasporti pesanti, ma oggi pesa lo 0,1% della produzione e resta costoso. Sarà competitivo dal 2030 con più rinnovabili e infrastrutture.

L'idrogeno verde, prodotto tramite elettrolisi dell'acqua alimentata da fonti rinnovabili, rappresenta una soluzione chiave per decarbonizzare i settori "hard-to-abate" come la siderurgia, la chimica e i trasporti pesanti. Sebbene oggi rappresenti solo lo 0,1% della produzione totale e presenti costi ancora elevati rispetto all'idrogeno "grigio" o "blu", le prospettive di competitività commerciale sono attese tra il 2030 e il 2035. Grazie alla sua capacità di offrire stoccaggio energetico stagionale e flessibilità alla rete, l'idrogeno può ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, a patto di superare le sfide legate alle infrastrutture e alla necessità di nuova capacità rinnovabile dedicata.

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Idrogeno: Una Promessa ancora da Realizzare

La dipendenza globale dai combustibili fossili come fonte energetica primaria continua a determinare il rapido aumento dei livelli di gas serra atmosferici, ponendo gravi rischi ambientali e climatici. Nonostante lo slancio internazionale verso l'energia pulita, 147 paesi hanno fissato obiettivi di zero emissioni nette entro dicembre 2024, i combustibili fossili continuano a dominare, rappresentando oltre l'85% del consumo globale di energia primaria. Ciò si traduce in circa 21,3 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 all'anno derivanti dalla combustione di combustibili fossili

Garantire un futuro energetico sostenibile richiede un approccio diversificato che dia priorità all'espansione delle energie rinnovabili, al miglioramento dell'accumulo di energia e ai progressi nelle tecnologie carbon-free. 

 

L’idrogeno verde è una soluzione promettente per decarbonizzare settori difficili da elettrificare, ma oggi resta costoso, poco diffuso e dipendente da grandi volumi di energia rinnovabile; in Italia può giocare un ruolo strategico soprattutto nell’industria e nei trasporti pesanti, purché si risolvano costi, infrastrutture e sostenibilità delle materie prime.

L'idrogeno è classificato in quattro categorie in base alle fonti energetiche utilizzate nella sua produzione. L'idrogeno grigio è prodotto da combustibili fossili, con conseguenti emissioni di carbonio. L'idrogeno blu deriva anch'esso da fonti energetiche fossili, ma incorpora la tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio per ridurre le emissioni. L'idrogeno verde è generato tramite elettrolisi dell'acqua utilizzando energia da fonti rinnovabili. L'importanza della produzione di idrogeno verde nel processo di transizione energetica è stata ampiamente riconosciuta perché ha emissioni di carbonio pari a zero e un impatto minimo sull'ambiente.

 

Tuttavia, la maggior parte della produzione di idrogeno proviene ancora da idrogeno grigio e blu, mentre l'idrogeno verde generato tramite elettrolisi rappresenta solo lo 0,1% della produzione totale. Pertanto, aumentare la produzione di idrogeno verde attraverso l'elettrolisi dell'acqua alimentata da fonti energetiche rinnovabili è fondamentale per raggiungere la sostenibilità energetica futura e gli obiettivi climatici internazionali. 

Tuttavia, la maggior parte della produzione di idrogeno proviene ancora da idrogeno grigio e blu, mentre l'idrogeno verde generato tramite elettrolisi rappresenta solo lo 0,1% della produzione totale. Pertanto, aumentare la produzione di idrogeno verde attraverso l'elettrolisi dell'acqua alimentata da fonti energetiche rinnovabili è fondamentale per raggiungere la sostenibilità energetica futura e gli obiettivi climatici internazionali. 

 Diversi studi recenti hanno dimostrato la produzione di idrogeno verde utilizzando risorse solari ed eoliche come input energetici per i sistemi di elettrolisi, mostrando un notevole potenziale in termini di riduzione dei costi e integrazione del sistema

Prospettive sull’idrogeno verde in Europa

L’idrogeno verde è ormai al centro della strategia europea per la decarbonizzazione: non è più un’ipotesi teorica ma una leva politica e industriale concreta per raggiungere la neutralità climatica. Progetti di ricerca e dimostrazione come le iniziative Power‑to‑Gas hanno mostrato come le sinergie tra rinnovabili locali ed elettrolisi possano creare valore a livello regionale, collegando produzione, stoccaggio e usi industriali. In un contesto segnato dall’instabilità dei prezzi del gas, l’interesse per l’idrogeno a basse emissioni è cresciuto, perché riduce la dipendenza dai combustibili fossili e offre un vettore energetico versatile per settori difficili da elettrificare.

I numeri recenti evidenziano il divario ancora esistente: nel 2022 il costo dell’idrogeno prodotto da fonti fossili con cattura della CO₂ (idrogeno blu) è stato stimato tra €9,5 e €12,6 per kg, variando in funzione della tecnologia e del contesto nazionale. L’idrogeno verde resta oggi più costoso, ma le prospettive di riduzione dei costi sono concrete e  molti scenari indicano che la competitività commerciale potrà essere raggiunta già tra il 2030 e il 2035. In scenari favorevoli, una rapida crescita del mercato e prezzi dell’elettricità più bassi potrebbero portare a una riduzione dei costi di produzione fino al 50% entro il 2040.

Oltre alle economie di scala, anche l’ottimizzazione operativa può incidere in modo significativo sui costi. Studi e sperimentazioni mostrano che una gestione intelligente dell’accoppiamento tra parchi eolici o fotovoltaici ed elettrolizzatori — massimizzando le ore di funzionamento e riducendo i tempi di inattività — può abbattere i costi operativi di una quota rilevante, con stime che indicano riduzioni dell’ordine del 20–25%. Tuttavia, la transizione non è automatica: servono nuova capacità rinnovabile dedicata, infrastrutture di stoccaggio e trasporto, e strumenti finanziari che riducano il rischio degli investimenti.

Potenzialità (cosa può fare)

Decarbonizzare settori hard‑to‑abate: siderurgia, chimica, trasporto marittimo e aereo possono usare idrogeno o suoi derivati.

L’idrogeno verde può decarbonizzare i settori “hard‑to‑abate” (siderurgia, chimica, trasporti marittimi e aviazione) offrendo un vettore a zero emissioni dirette, ma la sua efficacia dipende da costi competitivi, disponibilità di elettricità rinnovabile e infrastrutture logistiche adeguate — condizioni che richiedono politiche mirate e progetti integrati anche a livello locale (porti, distretti industriali).

Nella siderurgia l’idrogeno può sostituire il carbone come agente riducente nella produzione di acciaio (direct reduced iron + forno elettrico), riducendo drasticamente le emissioni del processo produttivo.

Nella Chimica molte produzioni chimiche (ammoniaca, fertilizzanti, idrocarburi sintetici) richiedono idrogeno come materia prima; passare da idrogeno “grigio” a idrogeno verde elimina emissioni dirette associate alla materia prima

Per il trasporto marittimo e aereo, dove la densità energetica e l’autonomia sono critiche, l’idrogeno (o combustibili sintetici derivati come e‑fuel, ammoniaca verde) rappresenta una delle poche opzioni praticabili per ridurre le emissioni su larga scala.

 

Stoccaggio stagionale: permette di immagazzinare grandi quantità di energia rinnovabile per periodi lunghi, superando i limiti delle batterie.

Lo stoccaggio stagionale consente di immagazzinare energia rinnovabile per mesi, superando i limiti delle batterie: tecnologie come l’idrogeno, il pompaggio idroelettrico e l’aria compressa offrono capacità su larga scala ma richiedono infrastrutture, costi e pianificazione territoriale significativi — opportunità concrete anche per porti e distretti industriali come Trieste.

Lo stoccaggio stagionale immagazzina energia prodotta in periodi di surplus (es. estate molto soleggiata o ventosa) per rilasciarla nei mesi di domanda elevata (es. inverno). A differenza delle batterie elettrochimiche, pensate per risposte rapide e cicli giornalieri, le soluzioni stagionali puntano su alta capacità energetica e lunga durata.

Flessibilità di rete: può assorbire surplus rinnovabile in momenti di bassa domanda, riducendo curtailment.

La flessibilità di rete è la leva che permette di assorbire il surplus rinnovabile nei momenti di bassa domanda, riducendo il curtailment e stabilizzando il sistema; in Italia questo passaggio è già urgente e richiede batterie, domanda gestita, accumuli stagionali, V2G e meccanismi di mercato dedicati. A Trieste e nel Friuli‑Venezia Giulia la combinazione di accumuli locali e gestione della domanda può ridurre congestioni e valorizzare produzione solare ed eolica locali.

 

Limiti reali e sfide

La diffusione dell’idrogeno verde incontra oggi ostacoli concreti che ne condizionano la scala e i tempi di adozione. Di seguito i principali limiti e perché sono rilevanti per la transizione energetica.

Costo di produzione elevato L’LCOH (Levelized Cost of Hydrogen, ossia il costo medio per produrre 1 kg di idrogeno lungo l’intera vita economica di un impianto) dell’idrogeno verde rimane superiore a quello dell’idrogeno prodotto da fonti fossili; per ridurlo servono elettrolizzatori meno costosi, elettricità rinnovabile a basso prezzo e forti economie di scala.

Domanda di energia rinnovabile La produzione su larga scala di H₂ richiede grandi volumi di elettricità rinnovabile addizionale; senza nuova capacità dedicata si crea competizione con l’elettrificazione diretta e con altri usi prioritari dell’energia.

Infrastrutture e logistica insufficienti Trasporto, stoccaggio e distribuzione (gasdotti adattati, terminali, hub portuali) sono ancora limitati e richiedono investimenti ingenti e pianificazione territoriale per diventare operativi su scala.

Efficienza complessiva ridotta Le conversioni multiple (elettricità → H₂ → energia finale) comportano perdite energetiche rispetto all’uso diretto dell’elettricità, perciò l’idrogeno è più adatto dove l’elettrificazione diretta non è praticabile.

Limite

Perché è critico

Costo di produzione

Determina la competitività commerciale e la domanda industriale

Domanda di rinnovabili

Richiede nuova capacità per evitare trade‑off con l’elettrificazione

Infrastrutture

Senza rete logistica l’H₂ non può essere distribuito o stoccato efficacemente

Efficienza

Perdita energetica nelle conversioni rende l’uso meno conveniente

 

 

 

Green skills for hydrogen, Green Hydrogen Cost and reduction potential



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