Superata la soglia critica di +1,5 °C per tre anni consecutivi

Gas serra in aumento

Gas serra in aumento   (RDM-AI02_26)

Gas serra in aumento e pozzi naturali saturi spingono il riscaldamento 2025–26 oltre +1,5 °C, amplificando ondate di calore marino e incendi estremi

L'aumento inarrestabile delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera, unito alla ridotta capacità di assorbimento dei pozzi naturali, rimane il motore principale dell'impennata termica globale registrata tra il 2025 e il 2026. L'energia intrappolata dalle emissioni antropiche ha saturato gli oceani — arrivati al picco storico di calore profondo — mantenendo le temperature medie costantemente sopra la soglia critica di +1,5 °C rispetto all'epoca preindustriale. L'accumulo di gas serra amplifica anche gli eventi estremi come le ondate di calore marino e gli incendi devastanti, dimostrando che le naturali oscillazioni del clima non riescono più a compensare l'impatto delle attività umane.

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Il pianeta si è scaldato di 1,1°C dal periodo preindustriale: le emissioni umane alterano clima, oceani e ghiacci, causando cambiamenti senza precedenti.



Temperature record: cosa è successo tra il 2025 e il 2026

Tra il 2025 e il 2026 il sistema climatico globale ha mostrato un'evoluzione complessa, caratterizzata dall'alternanza di dinamiche atmosferiche e oceaniche e dal raggiungimento di nuovi picchi termici 

Il quadro del 2025: Moderazione superficiale e record profondo

Nel 2025 il clima globale ha mostrato un comportamento complesso: in superficie le temperature hanno dato l’impressione di rallentare, mentre negli oceani il riscaldamento ha continuato a intensificarsi. Dopo il record del 2024, quando la temperatura media globale dell’aria ha raggiunto +1,60 °C sopra i livelli preindustriali, il 2025 è risultato leggermente meno caldo, fermandosi a +1,47 °C. Un valore comunque altissimo, che lo colloca al terzo posto tra gli anni più caldi mai registrati.

Questa lieve attenuazione è legata soprattutto alla fine del El Niño del 2023–2024. Con il suo dissolversi, il Pacifico è scivolato verso le condizioni di debole La Niña, che hanno contribuito a moderare sia le temperature dell’aria sia quelle superficiali del mare. È un effetto noto: quando El Niño si indebolisce, la superficie del pianeta tende a raffreddarsi leggermente.

Ma mentre la superficie mostrava un rallentamento, il cuore degli oceani raccontava un’altra storia. Nel 2025 il contenuto di calore oceanico fino a 2000 metri di profondità ha raggiunto il massimo storico, con un incremento di energia rispetto al 2024. Significa che gli oceani continuano ad assorbire la stragrande maggioranza del calore in eccesso intrappolato dai gas serra, accumulandolo negli strati profondi anche quando la superficie sembra stabilizzarsi.

Il dato più significativo riguarda però il periodo nel suo complesso: dal 2023 al 2025, per la prima volta da quando esistono misurazioni affidabili, la temperatura media globale è rimasta per tre anni consecutivi sopra la soglia critica di +1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. È un segnale inequivocabile che il sistema climatico sta entrando in una fase di riscaldamento persistente, in cui anche le oscillazioni naturali come El Niño e La Niña non riescono più a compensare l’accumulo di energia dovuto alle emissioni antropiche.

 

Il 2026: Nuovi record oceanici e la spinta di El Niño

A partire da giugno 2026, gli oceani hanno mostrato un nuovo e impressionante segnale del riscaldamento globale. Dopo una breve fase di stabilizzazione, le temperature superficiali marine hanno ripreso a salire rapidamente, fino a raggiungere il 21 giugno 2026 un nuovo record storico globale per questo periodo dell’anno: 21,0 °C, secondo le misurazioni del Copernicus Marine Service e del Copernicus Climate Change Service (C3S). Un valore che supera i picchi già eccezionali del 2023 e del 2024. 

Giugno 2026 è così diventato il mese di giugno più caldo mai registrato per le acque superficiali degli oceani. Ma il dato più impressionante riguarda l’estensione delle anomalie: entro la fine del mese, circa l’82% della superficie oceanica globale era in condizioni di ondata di calore marino, una situazione senza precedenti per intensità e diffusione.

Questa impennata termica è strettamente legata alla rapida formazione di un nuovo e potente El Niño nel Pacifico tropicale. Tuttavia, ciò che rende l’evento del 2026 diverso dagli episodi storici del 1982, 1997 o 2015 è il contesto di partenza: l’oceano globale è già eccezionalmente caldo, con un livello termico di base mai osservato prima. In altre parole, El Niño 2026 non sta emergendo su un oceano “normale”, ma su un oceano già sovraccarico di energia. Questo amplifica ulteriormente il trasferimento di calore e umidità all’atmosfera, alimentando condizioni meteorologiche più estreme e un riscaldamento globale ancora più marcato.

 

 

 

 Aumento della temperatura dell'aria superficiale a livello globale

Aumento della temperatura dell'aria superficiale a livello globale (ºC) rispetto alla media del periodo di riferimento preindustriale 1850-1900, basato sul set di dati ERA5, mostrato come medie annuali dal 1940. Crediti: C3S/ECMWF, CC BY 4.0

Un pianeta sempre più caldo

Nel 2025, secondo il dataset ERA5, la temperatura media globale dell’aria superficiale è stata 1,47 °C superiore al livello preindustriale. Si tratta di un valore leggermente inferiore ai 1,60 °C del 2024, che resta l’anno più caldo mai registrato.

Le stime basate su diversi metodi indicano che il riscaldamento globale a lungo termine si colloca oggi intorno a +1,4 °C rispetto all’epoca preindustriale. Con l’attuale ritmo di aumento, la soglia di +1,5 °C prevista dall’Accordo di Parigi potrebbe essere raggiunta entro la fine di questo decennio, con oltre dieci anni di anticipo rispetto alle proiezioni formulate al momento della firma dell’accordo.

Perché gli anni 2023–2025 sono stati così caldi

Il triennio 2023–2025 è stato eccezionalmente caldo per due motivi principali:

1. L’aumento dei gas serra

  • ·       Le emissioni continuano a crescere.
  • ·       I pozzi naturali (foreste, oceani, suoli) assorbono meno CO₂ rispetto al passato. Questo porta a un accumulo costante di gas serra nell’atmosfera, che amplifica il riscaldamento globale.

2. Temperature marine eccezionalmente elevate

  • ·       Tutti gli oceani hanno registrato temperature superficiali molto alte.
  • ·       Il fenomeno El Niño, insieme ad altre forme di variabilità oceanica, ha ulteriormente amplificato il riscaldamento.
  • ·       Nel 2025, condizioni ENSO neutre o di debole La Niña hanno ridotto leggermente le temperature tropicali rispetto al 2023–2024, ma i valori sono rimasti comunque molto superiori alla media.

Altri fattori che hanno contribuito:

  • ·       variazioni nella quantità di aerosol e nuvole basse
  • ·       cambiamenti nella circolazione atmosferica

Un riscaldamento non uniforme: cosa è successo nel 2025

Come già nel 2023 e nel 2024, anche nel 2025 molte regioni del pianeta sono state molto più calde della media.

Temperature regionali

  • ·       Regioni tropicali: più fresche rispetto ai due anni precedenti, ma comunque sopra la media.
  • ·       Regioni polari: hanno compensato il raffreddamento relativo dei tropici.
      • o   Antartide: anno più caldo mai registrato.
      • o   Artide: secondo anno più caldo della serie storica.
  • ·       Record regionali in:

o   Pacifico nord-occidentale e sud-occidentale

o   Atlantico nord-orientale

o   Europa nord-occidentale ed Europa orientale

o   Asia centrale

Stress da calore e incendi: impatti sulla salute e sugli ecosistemi

Nel 2025, metà della superficie terrestre mondiale ha registrato un numero di giorni superiore alla media con forte stress da calore, definito come una temperatura percepita pari o superiore a 32 °C.

Lo stress da calore è riconosciuto dall’OMS come la principale causa di mortalità legata alle condizioni meteorologiche.

Le alte temperature, unite a condizioni secche e ventose, hanno favorito incendi boschivi eccezionali, che hanno prodotto:

  • ·       grandi quantità di carbonio
  • ·       particolato fine
  • ·       ozono troposferico

Questi inquinanti hanno peggiorato la qualità dell’aria, con impatti significativi sulla salute umana. Secondo i dati CAMS, alcune regioni dell’Europa e del Nord America hanno registrato i livelli annuali più alti di emissioni da incendi boschivi.

Il ruolo dei gas serra

L’aumento delle concentrazioni di gas serra — principalmente dovuto alle attività umane — resta il motore principale del riscaldamento globale a lungo termine.

Il Servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus (CAMS) monitora emissioni e concentrazioni di gas serra, fornendo dati essenziali per le politiche di mitigazione.

 

Quali impatti ha avuto e potrebbe avere questo evento estremo sulla salute umana, sull'agricoltura e sull'economia europea?

Le temperature estreme aumentano il rischio di colpi di calore e altre malattie legate al caldo, soprattutto tra le persone anziane e i bambini. Gli ospedali hanno registrato un aumento dei ricoveri per problemi respiratori e cardiovascolari. Inoltre, il caldo ha aggravato le condizioni di chi soffre di malattie croniche. La diffusione di malattie infettive, come quelle trasmesse da zanzare, è aumentata a causa delle condizioni climatiche favorevoli.

L’agricoltura ha subito gravi danni. La siccità ha ridotto la resa dei raccolti, mettendo a rischio la sicurezza alimentare. Colture come il grano, il mais e la frutta hanno sofferto particolarmente. Gli agricoltori hanno dovuto affrontare costi maggiori per l’irrigazione e la protezione delle colture. Questo ha portato a un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, con ripercussioni sull’economia e sui consumatori.

L’impatto economico è stato significativo. Oltre ai danni diretti all’agricoltura, l’ondata di calore ha influenzato il settore energetico, con un aumento della domanda di elettricità per il raffreddamento. Questo ha messo sotto pressione le reti elettriche e ha portato a interruzioni di corrente in alcune aree. Il turismo, un settore chiave per molte economie europee, ha subito un calo in alcune regioni a causa delle condizioni climatiche estreme. Inoltre, i costi per la gestione delle emergenze e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dagli incendi boschivi sono stati elevati.

In che misura gli eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore, sono destinati a diventare più frequenti e intensi in futuro?

Gli eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore, sono destinati a diventare più frequenti e intensi in futuro a causa del cambiamento climatico. Secondo gli scienziati, il riscaldamento globale sta accelerando il verificarsi di questi eventi. Ad esempio, le ondate di calore che un tempo erano fenomeni tipici dell'estate e di breve durata, oggi si manifestano in più stagioni e con maggiore intensità.

Inoltre, alcune aree del pianeta, definite come "hotspots" di ondate di calore, stanno registrando aumenti di temperatura ben superiori alle previsioni dei modelli climatici attuali. Questo suggerisce che le condizioni meteorologiche estreme potrebbero peggiorare più rapidamente di quanto inizialmente previsto.

Geosmart, Temperature 2024: l’estate la più calda mai registrata

News Copernicus



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