Superata la soglia critica di +1,5 °C per tre anni consecutivi

Il 2024 è l’anno più caldo mai registrato (RDM-AI02_26)
Il 2024 è l’anno più caldo mai registrato. Il 2025 è terzo. Per tre anni la Terra ha superato +1,5 °C, avvicinando il limite dell’Accordo di Parigi
I dati del servizio Copernicus confermano una tendenza inequivocabile: il 2024 è stato l'anno più caldo della storia, seguito dal 2025 come terzo anno record. Per la prima volta, la temperatura media globale ha superato la soglia critica di +1,5 °C rispetto all'era preindustriale per tre anni consecutivi (2023-2025). Questo riscaldamento, alimentato dall'accumulo di gas serra e dalle alte temperature oceaniche, sta portando il pianeta verso il limite dell'Accordo di Parigi con un decennio di anticipo rispetto alle previsioni iniziali.
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Temperature record: cosa è successo tra il 2024 e il 2025 secondo Copernicus
L’estate 2024: la più calda mai registrata
L’estate meteorologica 2024 (giugno–luglio–agosto) è stata la più calda mai osservata sia a livello globale sia in Europa. Le temperature record sono state accompagnate da condizioni meteorologiche estreme in molte regioni del pianeta.
Agosto 2024: un nuovo record globale
- · Agosto 2024 è stato il mese di agosto più caldo mai registrato a livello globale, alla pari con agosto 2023.
- · La temperatura media globale dell’aria superficiale (dataset ERA5) ha raggiunto 16,82 °C, cioè +0,71 °C rispetto alla media 1991–2020.
- · Il mese è stato +1,51 °C più caldo del livello preindustriale, diventando il 13° mese su 14 consecutivi in cui la temperatura globale supera la soglia di +1,5 °C rispetto al periodo 1850–1900 .
Il 2025: terzo anno più caldo di sempre
Secondo i dati Copernicus, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato. È risultato solo:
- · 0,01 °C più freddo del 2023,
- · 0,13 °C più freddo del 2024, che rimane l’anno più caldo della serie storica.
Gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati, senza eccezioni: un segnale inequivocabile del continuo riscaldamento globale.
Il superamento della soglia di +1,5 °C
Le temperature medie del triennio 2023–2025 sono state oltre +1,5 °C rispetto al livello preindustriale. È la prima volta che un periodo di tre anni consecutivi supera questa soglia, considerata critica negli accordi internazionali sul clima.
I risultati sono stati diffusi dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), che gestisce per la Commissione europea:
- il Servizio di monitoraggio dei cambiamenti climatici di Copernicus (C3S)
- il Servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus (CAMS)
La pubblicazione è stata coordinata insieme alle principali istituzioni internazionali che monitorano il clima globale: NASA, NOAA, UK Met Office, Berkeley Earth e Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM).

Aumento della temperatura dell'aria superficiale a livello globale (ºC) rispetto alla media del periodo di riferimento preindustriale 1850-1900, basato sul set di dati ERA5, mostrato come medie annuali dal 1940. Crediti: C3S/ECMWF, CC BY 4.0
Un pianeta sempre più caldo
Nel 2025, secondo il dataset ERA5, la temperatura media globale dell’aria superficiale è stata 1,47 °C superiore al livello preindustriale. Si tratta di un valore leggermente inferiore ai 1,60 °C del 2024, che resta l’anno più caldo mai registrato.
Le stime basate su diversi metodi indicano che il riscaldamento globale a lungo termine si colloca oggi intorno a +1,4 °C rispetto all’epoca preindustriale. Con l’attuale ritmo di aumento, la soglia di +1,5 °C prevista dall’Accordo di Parigi potrebbe essere raggiunta entro la fine di questo decennio, con oltre dieci anni di anticipo rispetto alle proiezioni formulate al momento della firma dell’accordo.
Perché gli anni 2023–2025 sono stati così caldi
Il triennio 2023–2025 è stato eccezionalmente caldo per due motivi principali:
1. L’aumento dei gas serra
- · Le emissioni continuano a crescere.
- · I pozzi naturali (foreste, oceani, suoli) assorbono meno CO₂ rispetto al passato. Questo porta a un accumulo costante di gas serra nell’atmosfera, che amplifica il riscaldamento globale.
2. Temperature marine eccezionalmente elevate
- · Tutti gli oceani hanno registrato temperature superficiali molto alte.
- · Il fenomeno El Niño, insieme ad altre forme di variabilità oceanica, ha ulteriormente amplificato il riscaldamento.
- · Nel 2025, condizioni ENSO neutre o di debole La Niña hanno ridotto leggermente le temperature tropicali rispetto al 2023–2024, ma i valori sono rimasti comunque molto superiori alla media.
Altri fattori che hanno contribuito:
- · variazioni nella quantità di aerosol e nuvole basse
- · cambiamenti nella circolazione atmosferica
Un riscaldamento non uniforme: cosa è successo nel 2025
Come già nel 2023 e nel 2024, anche nel 2025 molte regioni del pianeta sono state molto più calde della media.
Temperature regionali
- · Regioni tropicali: più fresche rispetto ai due anni precedenti, ma comunque sopra la media.
- · Regioni polari: hanno compensato il raffreddamento relativo dei tropici.
-
- o Antartide: anno più caldo mai registrato.
- o Artide: secondo anno più caldo della serie storica.
- o Antartide: anno più caldo mai registrato.
-
- · Record regionali in:
o Pacifico nord-occidentale e sud-occidentale
o Atlantico nord-orientale
o Europa nord-occidentale ed Europa orientale
o Asia centrale
Stress da calore e incendi: impatti sulla salute e sugli ecosistemi
Nel 2025, metà della superficie terrestre mondiale ha registrato un numero di giorni superiore alla media con forte stress da calore, definito come una temperatura percepita pari o superiore a 32 °C.
Lo stress da calore è riconosciuto dall’OMS come la principale causa di mortalità legata alle condizioni meteorologiche.
Le alte temperature, unite a condizioni secche e ventose, hanno favorito incendi boschivi eccezionali, che hanno prodotto:
- · grandi quantità di carbonio
- · particolato fine
- · ozono troposferico
Questi inquinanti hanno peggiorato la qualità dell’aria, con impatti significativi sulla salute umana. Secondo i dati CAMS, alcune regioni dell’Europa e del Nord America hanno registrato i livelli annuali più alti di emissioni da incendi boschivi.
Il ruolo dei gas serra
L’aumento delle concentrazioni di gas serra — principalmente dovuto alle attività umane — resta il motore principale del riscaldamento globale a lungo termine.
Il Servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus (CAMS) monitora emissioni e concentrazioni di gas serra, fornendo dati essenziali per le politiche di mitigazione.
Quali impatti ha avuto e potrebbe avere questo evento estremo sulla salute umana, sull'agricoltura e sull'economia europea?
Le temperature estreme aumentano il rischio di colpi di calore e altre malattie legate al caldo, soprattutto tra le persone anziane e i bambini. Gli ospedali hanno registrato un aumento dei ricoveri per problemi respiratori e cardiovascolari. Inoltre, il caldo ha aggravato le condizioni di chi soffre di malattie croniche. La diffusione di malattie infettive, come quelle trasmesse da zanzare, è aumentata a causa delle condizioni climatiche favorevoli.
L’agricoltura ha subito gravi danni. La siccità ha ridotto la resa dei raccolti, mettendo a rischio la sicurezza alimentare. Colture come il grano, il mais e la frutta hanno sofferto particolarmente. Gli agricoltori hanno dovuto affrontare costi maggiori per l’irrigazione e la protezione delle colture. Questo ha portato a un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, con ripercussioni sull’economia e sui consumatori.
L’impatto economico è stato significativo. Oltre ai danni diretti all’agricoltura, l’ondata di calore ha influenzato il settore energetico, con un aumento della domanda di elettricità per il raffreddamento. Questo ha messo sotto pressione le reti elettriche e ha portato a interruzioni di corrente in alcune aree. Il turismo, un settore chiave per molte economie europee, ha subito un calo in alcune regioni a causa delle condizioni climatiche estreme. Inoltre, i costi per la gestione delle emergenze e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dagli incendi boschivi sono stati elevati.
In che misura gli eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore, sono destinati a diventare più frequenti e intensi in futuro?
Gli eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore, sono destinati a diventare più frequenti e intensi in futuro a causa del cambiamento climatico. Secondo gli scienziati, il riscaldamento globale sta accelerando il verificarsi di questi eventi. Ad esempio, le ondate di calore che un tempo erano fenomeni tipici dell'estate e di breve durata, oggi si manifestano in più stagioni e con maggiore intensità.
Inoltre, alcune aree del pianeta, definite come "hotspots" di ondate di calore, stanno registrando aumenti di temperatura ben superiori alle previsioni dei modelli climatici attuali. Questo suggerisce che le condizioni meteorologiche estreme potrebbero peggiorare più rapidamente di quanto inizialmente previsto.
Geosmart, Temperature 2024: l’estate la più calda mai registrata
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