Uno studio su Nature rivela l'impatto devastante del fuoco su oltre 9.000 specie

Gli incendi, amplificati dal clima, minacciano oltre 9.500 specie terrestri (RDM-AI05_26)
Gli incendi, amplificati dal clima, minacciano oltre 9.500 specie terrestri e allungano le stagioni del fuoco, riducendo la resilienza globale del pianeta
Gli incendi boschivi, alimentati dai cambiamenti climatici, stanno emergendo come uno dei principali motori della perdita di biodiversità globale. A differenza dei mutamenti climatici graduali, il fuoco causa una mortalità immediata ed estesa negli ecosistemi. Secondo recenti ricerche, oltre 9.500 specie non marine sono direttamente minacciate dall'aumento dei roghi, con il Sud America identificato come l'hotspot più vulnerabile. L'allungamento globale delle stagioni degli incendi (con picchi del +50% in Europa e Nord America) e l'espansione dei roghi verso latitudini storicamente "ingenue" come l'Artico mettono a rischio la resilienza del pianeta, rendendo cruciali le politiche di mitigazione delle emissioni per ridurre questa esposizione.
#incendiboschivi #biodiversità #cambiamentoclimatico #nature #specieinpericolo #ecosistemi #mitigazione
Un lavoro pubblicato su Nature affronta il rischio degli incendi boschivi per la biodiversità. Il problema degli incendi è in rapido aumento a causa dei cambiamenti climatici, emergendo come uno dei principali motori della perdita di biodiversità a livello globale. Secondo gli autori, gli incendi possono causare una mortalità immediata ed estesa, a differenza dei cambiamenti graduali (come l'aumento delle temperature o l'innalzamento del livello del mare) che erodono l'habitat nel lungo periodo.
Proiezioni dell'Esposizione Specifica per le Specie
Le recenti analisi indicano che l'area bruciata a livello globale aumenterà significativamente entro la fine del secolo, con incrementi previsti tra il 5,5% e il 16,1% a seconda dello scenario di emissioni (SSP) considerato.

Aumento delle aree bruciate nel mondo (RDM-AI05_26)
Specie minacciate Sono state identificate 9.592 specie non marine (tra cui anfibi, rettili, mammiferi, uccelli, piante e funghi) esplicitamente minacciate da un aumento della frequenza o dell'intensità degli incendi.
Hotspot di rischio Il Sud America emerge come la regione più vulnerabile; circa il 40% delle specie già minacciate dal fuoco sperimenterà un aumento dell'esposizione superiore al 50%. Altri hotspot critici includono l'Australia, l'Asia meridionale e le regioni ad alta latitudine.
Asimmetria regionale Mentre la maggior parte del mondo vedrà un aumento del rischio, in alcune parti dell'Africa le proiezioni indicano una possibile riduzione dell'area bruciata a causa dell'aumento delle precipitazioni.
Fattori di Vulnerabilità e Trasformazione degli Ecosistemi
Il rischio non colpisce tutte le specie allo stesso modo e dipende da diversi fattori ecologici e ambientali
Le specie con areali geografici piccoli e quelle già classificate come "In Pericolo" (EN) o "Vulnerabili" (VU) sono colpite in modo sproporzionato. Al contrario, le specie con distribuzioni ampie sembrano essere parzialmente protette dall'aumento dell'esposizione.
Si prevede una chiara espansione dell'attività degli incendi verso latitudini più elevate (come l'Artico), esponendo specie "ingenue al fuoco" che storicamente non hanno mai affrontato tali regimi e possiedono quindi una resilienza ecologica minima.
La durata della stagione degli incendi è destinata ad allungarsi globalmente del 22,8%, con picchi vicini al 50% in Europa e Nord America.
Il Caso Critico dell'Amazzonia
L'Amazzonia rappresenta un esempio emblematico di come le pressioni antropiche interagiscano con il fuoco . La foresta è esposta a uno stress senza precedenti dovuto a temperature in aumento, siccità estreme e deforestazione.
La deforestazione riduce il riciclo dell'umidità, inaridendo l'ambiente e rendendo la foresta più infiammabile.
Gli incendi ripetuti possono spingere ampie porzioni di foresta verso stati degradati, come savane o ecosistemi a chioma aperta, che sono più inclini a bruciare nuovamente, innescando un ciclo di autodistruzione.
La perdita di foresta può favorire l'invasione di graminacee aliene altamente infiammabili, che stabilizzano il nuovo stato degradato e impediscono il recupero della foresta originale
Rafforzare le politiche di mitigazione climatica è essenziale.
Scegliere uno scenario di emissioni moderate invece di uno ad alte emissioni può ridurre del 63,4% l’aumento dell’esposizione globale alle aree bruciate. Per ecosistemi come l’Amazzonia, mantenere il riscaldamento sotto 1,5°C e fermare la deforestazione è vitale per evitare un collasso irreversibile.
I grandi incendi del 2026
I principali incendi del 2026 riportati dalle cronache. Le fonti non parlano di singoli “mega‑incendi” isolati, ma di grandi crisi regionali che hanno reso il 2026 l’anno con più superficie bruciata mai registrata nei primi mesi dell’anno.
Secondo le analisi del gruppo scientifico World Weather Attribution , tra gennaio e aprile 2026, a livello globale si registreranno oltre 150 milioni di ettari di incendi: circa il 20% in più rispetto al record precedente e oltre il 50% in più rispetto alla media degli ultimi anni.
Le aree più colpite finora sono:
- · una vasta parte dell'Africa subsahariana;
- · Asia (India, Myanmar, Thailandia, Cina, Laos);
- · Sud America;
- · Diverse regioni degli Stati Uniti, del Canada e dell'Australia stanno entrando nella stagione critica.
In Asia, i primi mesi del 2026 sono stati caratterizzati principalmente da una grave crisi di incendi e smog nell'Asia meridionale e sudorientale, aggravata da caldo estremo e siccità. Il risultato: 44 milioni di ettari bruciati, il 40% in più rispetto al precedente record stabilito nel 2014.
Per quanto riguarda l'Europa, secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), entro la fine di marzo 2026, circa 54.000 ettari erano già andati in fumo nell'UE: una superficie superiore alla media storica per questo periodo dell'anno.
I paesi più colpiti all'inizio del 2026 sono stati:
- · Spagna;
- · Francia meridionale;
- · Portogallo;
- · alcune regioni d'Italia e di Grecia.
Come l'interconnessione tra aria, acqua e suolo garantisce la nostra sopravvivenza
Leggi tutto: Cos’è la biosfera e perché è fondamentale per la vita
Racconto. Le drammatiche conseguenze del disboscamento e la speranza di una rinascita comunitaria
Leggi tutto: “L’ultimo grido di Madre Natura” – Racconto breve
L'impatto crescente dell'uomo e del clima sui mari del mondo
Leggi tutto: Il futuro degli oceani: tra crisi climatica e pesca intensiva
Cos’è la biosfera e perché è fondamentale per la vita
“L’ultimo grido di Madre Natura” – Racconto breve
Il futuro degli oceani: tra crisi climatica e pesca intensiva
Altri articoli correlati