Si pensa che nel 490 Teodorico fece costruire la Rocca di Monfalcone 

 

In questo periodo i vescovi fortificarono i castelli in modo tale che diventassero anche luogo di ricovero dei fedeli.

Nel 490 Teodorico fece costruire la Rocca di Monfalcone a testimonianza della sua vittoria su Odoacre sull’Isonzo e per difendere l’Italia da incursioni nemiche: Teodorico si era reso conto che il Friuli era la porta d’Italia.

Posta tra il mare e l’altopiano carsico, Monfalcone fu sempre, per la sua posizione geografica, un luogo di passaggio obbligato verso l’Italia o l’Europa centro-orientale. 

La sommità del colle era stata sede di insediamenti umani; ne sono prova i resti ancor oggi visibili, dell’antico castelliere preistorico. Secondo l’Asquini il nome originario della Rocca era “Verruca Montis Falconis” cioè sommità del monte Falcone; in seguito il termine Verruca fu accorciato in quello di Rocca. 

Già sede di un castelliere, poi vedetta romana a guardia della Via Gemina che da Aquileia portava a Tergeste, il sito fu certamente sede di un fortilizio durante il regno di Teodorico.

Dal 967 d.C., grazie alla donazione dell’imperatore Ottone I la Rocca e Monfalcone passarono sotto il dominio del Patriarcato di Aquileia.

Caposaldo difensivo del patriarcato d'Aquileia verso la contea di Duino, il maniero fu sia oggetto di contesa tra il patriarca ed il conte di Gorizia, che feudo del libero comune titolare di "voce" nel Parlamento della Patria.

Arresasi il 14 luglio 1420 alle truppe del doge Tommaso Mocenigo, la rocca divenne successivamente un importante caposaldo strategico per la difesa dello stato di terra veneto contro il conte di Gorizia e la Casa d'Austria e baluardo contro i Turchi, tanto da meritarsi l'appellativo di "occhio della Patria del Friuli".

La fortezza fu più volte assalita dai Turchi ma resistette sempre. Una delle rare volte in cui venne espugnata fu nel 1514 quando mercenari della Lega di Cambrai uccisero i fanti di guarnigione posti a sua difesa. Ben presto però la Rocca tornò in mano ai Veneti; nel 1525, come si può leggere sulla lapide incisa sulla porta della torre.

Dal 1797 soggetta all'Impero, venne occupata dalle truppe italiane il 9 giugno 1915.

La cinta muraria è costituita da tre parti distinte: un rivestimento esterno in pietre squadrate, un riempimento centrale ed un muraglione interno.

Il poderoso mastio che si erge al centro della Rocca ha una forma quasi perfettamente cubica ed è senza dubbio la parte più pittoresca dell’intero complesso, il cui aspetto attuale è frutto dei restauri compiuti circa 50 anni fa per rimediare ai gravissimi danni subiti durante la Grande Guerra, quando il fortilizio faceva parte delle prime linee italiane.

 

 

 

Carta archeologica del Friuli Venezia Giulia 

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