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Tra Ravenna e Aquileia, accanto ai percorsi stradali, si sviluppò  fin dai tempi antichi un sistema di comunicazione che sfruttava le rotte fluviali e lagunari

La regione dell’Alto Adriatico è caratterizzata da un ambiente dominato dalle acque: del mare Adriatico che la delimita, ma anche dei numerosi corsi d’acqua, dei canali artificiali e degli spazi lagunari, spesso in reciproco collegamento.

Tra Ravenna e Aquileia, accanto ai percorsi stradali, si sviluppò, fin dai tempi antichi, un sistema di comunicazione che sfruttava rotte fluviali ed lagunari.

Le rotte per acque interne garantivano una navigazione più sicura rispetto a quella marittima e una continuità di traffici non assoggettata alle avverse condizione meteorologiche invernali. Inoltre il trasporto delle merci poteva essere effettuato anche con natanti di modesto tonnellaggio.

Da Ravenna si navigava attraverso la Fossa Augusta, il canale artificiale aperto dall’imperatore Augusto per unire l’area ravennate al Po.

Da Chioggia si raggiungeva la laguna di Venezia.

La laguna era un punto nevralgico per il sistema di comunicazioni, in cui si integravano rotte marittime e fluviali con quelle terrestri. Nella laguna si trovavano gli scali commerciali marittimi di importanti centri alto adriatici del tempo: di Patavium (Padova), presso la foce del fiume Meduacus (Brenta), e di Altinum,  presso l’isola di Torcello.

Da qui il viaggio verso Aquileia poteva proseguire attraverso spazi lagunari, canali e sbocchi fluviali con punti d’attracco e sosta, come Portus Reatinum, l’attuale Caorle, collegato a Iulia Concordia attraverso il fiume Reatinus (Lemene).

Infine si arrivava a Grado, posta al margine della laguna di Marano, che costituiva lo scalo marittimo di Aquileia.

Collocato al culmine settentrionale del mare Adriatico, questo porto doveva avere un ruolo fondamentale per i traffici con l’adiacente costa orientale adriatica: con una breve navigazione era infatti possibile raggiungere i porti di quel tratto di costa.

 

Per Antiche vie, Progetto PArSJAd/Parco Archeologico dell’Alto Adriatico