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Il visone europeo, noto anche come lutreola, è una specie semi-acquatica di mustelide originaria dell'Europa

Mustela lutreola

Il visone europeo è classificato dalla IUCN tra le specie in pericolo critico a causa della sua continua diminuzione.

E' stato calcolato che nel corso delle ultime tre generazioni il numero di esemplari sia diminuito di oltre il 50%, e si prevede che il tasso di diminuzione superi l'80% nel corso delle successive tre generazioni.

areale

Storicamente il visone europeo si estendeva dalla Finlandia a est dei monti Urali, al nord della Spagna e alle montagne caucasiche. Ci fu, successivamente, un’espansione in  Francia e nella Spagna orientale. Tuttavia, negli ultimi 150 anni, il visone è gravemente diminuito ed è stato estirpato o notevolmente ridotto sulla maggior parte dei luoghi.


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L'attuale areale è ridotta a pochi luoghi: nel nord della Spagna e nella Francia occidentale, nel delta del Danubio in Romania, in Ucraina e in Russia.  In Estonia, l'ultimo individuo selvatico è stato intrappolato nel 1996.

La popolazione di visoni europei iniziò a diminuire durante il XIX secolo, quando la specie scomparve rapidamente da alcune parti dell'Europa centrale. Nel corso del XX secolo, il numero di visoni è diminuito in tutto il loro areale; è stato ipotizzato che dietro questo calo vi sia una combinazione di fattori, tra cui il cambiamento climatico, la competizione con il visone americano introdotto dall'uomo (nonché le malattie da esso trasmesse), la distruzione dell'habitat, la diminuzione del numero di gamberi di fiume e l'ibridazione con la puzzola europea. In Europa centrale e Finlandia il declino ha preceduto l'introduzione del visone americano, ed esso è probabilmente dovuto alla distruzione degli ecosistemi fluviali, mentre in Estonia il declino sembra coincidere con la diffusione del visone americano.

Il declino del visone europeo dovuto alla perdita dell'habitat ha avuto inizio durante la piccola era glaciale, ma si è aggravato sempre più a causa delle attività umane.

Il visone europeo è sempre stato oggetto di una caccia intensiva, soprattutto in Russia, dove in alcuni distretti veniva temporaneamente messa al bando per consentire il recupero della popolazione.

Una delle possibili cause della diminuzione del numero dei visoni è legato anche al declino del gambero di fiume europeo. In Finlandia la diminuzione dei visoni è stata messa in correlazione anche con la strage dei gamberi di fiume, tra gli anni '20 e '40, avvenuta ad opera di un fungo parassita.

Il visone americano venne introdotto e rilasciato in Europa durante gli anni '20 e '30. Esso è meno dipendente dalle zone umide, e rispetto a quest'ultimo è più grande del 20-40%.

Anche le malattie diffuse dal visone americano hanno portato al declino della specie europea.

Tra i predatori del visone europeo figurano la puzzola europea, il visone americano, l'aquila reale, i grandi rapaci notturni e la volpe rossa.

 


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Preoccupazione per gli allevamenti

Il rischio che animali sensibili, come il visone, diventino un serbatoio SARS-CoV-2 genera preoccupazione in tutto il mondo, poiché potrebbe rappresentare un continuo rischio per la salute pubblica e portare a futuri eventi di ricaduta sull'uomo. Recenti scoperte di sorveglianza in Danimarca suggeriscono che il virus SARS-CoV-2, introdotto nei visoni attraverso il contatto con l'uomo, si sta evolvendo attraverso una mutazione virale ed è stato reintrodotto negli esseri umani.

L'OIE (world organisation for animal health) ha riconosciuto che tali eventi potrebbero avere importanti implicazioni per la salute pubblica. 

Sebbene la pandemia di COVID-19 sia attualmente sostenuta attraverso la trasmissione da uomo a uomo, vi sono preoccupazioni che l'introduzione e la circolazione di nuovi ceppi virali nell'uomo possa comportare modifiche della trasmissibilità o virulenza e una diminuzione del trattamento e dell'efficacia del vaccino. Tuttavia, le conseguenze complete rimangono sconosciute e sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno l'impatto di queste mutazioni.

Ad oggi, sei paesi, vale a dire Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Italia e Stati Uniti d'America, hanno segnalato la SARS-CoV-2 nei visoni d'allevamento all'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).

 

 

 

Fonte

OIE

IUCN red list