Aquileia tra la Lotta per le Investiture e la Contesa per il Trono

Gerardo- Patriarcato Udine (pubblico dominio)
Gerardo Primiero, patriarca dal 1122, sostenne i ghibellini contro il Papa, fu scomunicato, ma rafforzò il ruolo politico di Aquileia nel XII secolo.
Gerardo Primiero, patriarca di Aquileia dal 1122 al 1129, sostenne la fazione ghibellina in un periodo di crisi del Sacro Romano Impero, appoggiando Corrado di Hohenstaufen contro Lotario di Supplimburgo, candidato papale. La sua posizione filoimperiale, in linea con la visione temporale della Chiesa aquileiese, causò la sua scomunica e deposizione. Il suo operato evidenzia il ruolo politico del Patriarcato nell’Italia nord-orientale del XII secolo.
#patriarcato #aquileia #sacroromanoimpero
La linea del tempo
(azzurro) Imperatori del Sacro Romano Impero, (giallo) papa in carica, (rosso) margravio di Verona, (arancione) patriarchi di Aquileia, (viola) dogi di Venezia, (verde) patriarchi di Grado, (rosa) duchi di Carinzia, (blu) conti di Gorizia. (credit RDM) Clicca sull’immagine per ingrandire
Elezione del patriarca Gerardo
Gerardo Primiero era originario della villa di Premariacco, vicino a Cividale. Fu eletto alla morte di Ulrico di Eppenstein nel 1122.
Non faceva parte della nobiltà germanica ma di una stirpe dei liberi di Premariacco.
Il patriarca appoggiava Enrico V e dopo la morte di quest’ultimo il 23 marzo 1125, insieme all’arcivesco di Milano, sostennero la candidatura di Corrado di Hohenstaufen come re dei Romani, in opposizione a Lotario di Supplimburgo, eletto imperatore
Il Patriarca di Aquileia e la crisi imperiale dopo la morte di Enrico V (1125)
La morte dell’imperatore Enrico V, avvenuta il 23 marzo 1125, segnò un momento cruciale nella storia del Sacro Romano Impero e aprì una fase di profonda instabilità politica. Con la scomparsa dell’ultimo esponente della dinastia salica, si aprì una contesa per la successione al trono imperiale che vide contrapporsi due figure centrali: Lotario di Supplimburgo, duca di Sassonia, e Corrado di Hohenstaufen, duca di Franconia e nipote di Enrico V.
In questo scenario complesso, il Patriarca di Aquileia assunse un ruolo di rilievo. Tradizionalmente legato all’autorità imperiale , il patriarca — con ogni probabilità Ulrico I di Eppenstein — aveva sostenuto Enrico V durante il lungo conflitto con il papato noto come la lotta per le investiture. Dopo la morte dell’imperatore, anche il patriarca Gerardo non abbandonò la linea filoimperiale e si schierò apertamente a favore di Corrado di Hohenstaufen, sostenendone la legittimità contro l’elezione di Lotario, che godeva invece dell’appoggio papale e di parte della nobiltà ecclesiastica.
Accanto al patriarca, anche l’arcivescovo di Milano, figura di grande influenza nel Regno d’Italia, si schierò con Corrado. Milano, città strategica per l’incoronazione dei re italici, divenne così uno dei centri principali della resistenza ghibellina.
In contrapposizione a Lotario, Corrado III di Hohenstaufen fu eletto re d'Italia nel dicembre 1127 e incoronato a Monza l'anno successivo dall'arcivescovo di Milano Anselmo V Pusterla a sua volta per questo scomunicato da papa Onorio II.
Corrado si arrese a Lotario II solo nel 1135. Dopo la morte di Lotario (dicembre 1137), Corrado fu eletto re dei Romani a Coblenza nel marzo 1138.
Il sostegno del Patriarcato di Aquileia a Corrado non fu solo un atto di fedeltà dinastica, ma anche una scelta politica coerente con la visione imperiale del potere temporale della Chiesa aquileiese.
In un’epoca in cui i confini tra autorità spirituale e potere secolare erano costantemente negoziati, il patriarca si pose come garante dell’ordine imperiale in Friuli e nell’Italia nord-orientale, difendendo i propri privilegi e l’autonomia del Patriarcato contro le ingerenze papali.
La deposizione del patriarca Gerardo
Il cardinale Giovanni di Crema in un sinodo di Pavia nel 1128 scomunicò l’arcivescovo di Milano. Pietro, il cardinale di S. Anastasio, depose i patriarchi di Aquileia e di Grado. Nel 1129, un documento attesta che la sede di Aquileia e vacante, si ipotizza che Gerardo morì il 10 luglio 1129.
La nomina di Egilberto di Bamberga a patriarca di Aquileia
Corrado arcivescovo di Salisburgo apparteneva alla potente stirpe dei Babenberg. Impose la nomina di Egilberto di Bamberga come patriarca di Aquileia.
Egilberto tentò di governare ma ci fu una forte opposizione da parte del clero al punto tale che si ritirò dopo poco tempo.
La fazione avversa nominò Vodolrico di Ortemburg e l’antipapa Anacleto II lo riconobbe patriarca nel 1130.
Queste continue dispute furono sedate dal re Lotario II che nominò Pellegrino di Povo di Beseno di Manzano
Pio Paschini, Storia del Friuli, vol. 2, 1935
Articoli correlati
