storia_banner

Fin dalla costruzione dell'Annia la Postumia classica sembra perdere importanza

 

Fin dalla costruzione della via Annia, la via Postumia classica sembra perdere importanza, sicuramente a partire dal III sec. d.C. il traffico sulla via consolare veniva parzialmente attratto verso gli antichi percorsi relativamente più sicuri e protetti ai margini delle Prealpi, che forse non erano mai stati abbandonati.

La Pedemontana era rientrata nella logica bellica. Questa variante della Postumia, a partire dalla destra idrografica del Piave, disertava il rettifilo della via consolare e deviava verso Nord al guado o al traghetto presso Ponte della Priula. Superato il Piave, la strada puntava decisamente ad Oriente.
Il tratto stradale tra Piave e Livenza, a monte delle risorgive, sulla direttrice rettilinea Bocca di Strada -S. Michele di Ramera - S.Fior - Godega - Orsago - Cordignano - Caneva - Polcenigo, seguiva un probabile decumano massimo della centuriazione Nord di Oderzo.


Il percorso pedemontano della Postumia-Ongarica, per comodità detta "Postumia alta", con i non difficili passaggi sui fiumi Piave, Livenza e Tagliamento veniva preferito durante il tardo impero sia all'Annia litoranea sia al tratto della Postumia opitergina-concordiense. Queste vie avevano bisogno di continue manutenzioni e ripristini per impaludamento e diffusione delle zone umide, a causa delle frequenti diversioni dei fiumi che scaricavano grandi masse di terra e diffondevano stagni e paludi.

Dopo il diluvium aquae, riferito da papa Gregorio Magno al 589, sia l'Annia che la Postumia nel tratto concordiese sparirono definitivamente.

La Postumia-Ongarica sarebbe quindi diventata nell'alto-medioevo la più importante via di collegamento Est-Ovest nel Veneto Orientale.

La Postumia-Ongarica e la Postumia-Stradalta. Clicca sulla figura per ingrandire.

 

Giorgio Arnosti, "Per Cenetam gradiens". Appunti sulle vie della romanizzazione, con riferimento all'Antico Cenedese, in Il Flaminio, n. 9, febbraio 1996, pp. pp. 95-97