Niccolò Copernico fu il fondatore dell’astronomia moderna. La teoria copernicana sosteneva che il Sole, e non la Terra, fosse al centro del sistema di orbite dei pianeti.

Niccolò Copernico fu indiscutibilmente il fondatore dell’astronomia moderna. Egli introdusse la teoria che il Sole, e non la Terra, fosse al centro del sistema di orbite dei pianeti.

Copernico nacque il 19 febbraio 1473 a Thorn nella Prussia orientale. Rimasto orfano da piccolo, fu avviato dallo zio agli studi ecclesiastici. Sin da subito mostrò una notevole inclinazione per l’astronomia e la matematica. Tra il 1496 e il 1505 soggiornò in Italia per studiare legge e medicina: studiò a Bologna e a Padova e si laureò a Ferrara in diritto canonico.

Lasciata l'Italia, tornò a Frauenburg, dove divenne membro del Capitolo di Varmia, interessandosi di riforme del sistema monetario.

Nel 1516 ricevette dal Capitolo l'incarico di amministratore delle terre attorno alla città di Allenstein (oggi Olsztyn), e in tale veste si interessò di questioni di catasto, giustizia e fisco. Nel castello di Olsztyn, dove passò quattro o cinque anni, fece alcune osservazioni importanti e scrisse una parte della sua opera principale De Revolutionibus orbium coelestium. È proprio in questo castello che si trova tuttora l'unica traccia visibile della sua attività scientifica: una tabella che fece alla parete di una loggia che gli serviva per osservare il moto apparente del Sole attorno alla Terra.

Copernico fu soprattutto un grande pensatore. Aveva studiato le opere del passato e conosceva, probabilmente, le idee eliocentriche di Eraclide e di Aristarco, ritenuti suoi precursori.

Con i suoi studi di astronomia affermò la rotazione della Terra e spiegò i moti planetari.

Mikołaj Kopernik (in italiano Niccolò Copernico; 1473 – 1543) è stato un astronomo e astrologo polacco famoso per aver portato all'affermazione della teoria eliocentrica. Emissione filatelica di Gibilterra nell’ambito di “Europa 2009 – anno dell’astronomia” dedicata al 400° anniversario del primo utilizzo del telescopio astronomico da parte di Galileo Galilei e rende omaggio ad Aristotele, Galileo, Copernico e Newton, universalmente riconosciuti tra i più importanti astronomi di tutti i tempi.

Nel 1514 distribuì ai suoi amici alcune copie del Commentariolus, De hypothesibus motuum coelestium a se constitutis commentariolus,  breve trattato in cui presentava le sue innovative teorie sulla struttura del cosmo e sul moto dei pianeti, della Luna e del Sole ed esplicitava i sette postulati su cui si fonda la sua teoria eliocentrica

Il trattato, non destinato alla pubblicazione, circolava sotto forma di bozza tra gli amici di Copernico e per questo ebbe scarsa diffusione e risonanza. A partire dal 1533, con la divulgazione delle idee copernicane, iniziarono a circolare copie del Commentariolus, come è possibile evincere da alcune allusioni e riferimenti di Lutero (1539) e di papa Clemente VII. 

L’opera rivoluzionaria di Copernico, “De revolutionibus orbium coelestium”, appare tanto più importante e gloriosa quando essa viene inquadrata nel tempo in cui essa venne pubblicata, nel 1543. L’”Almagesto” di Tolomeo dominava da quattordici secoli il pensiero scientifico e solo gli eretici potevano dubitare che la Terra non fosse al centro dell’Universo, che i pianeti (compresi Sole e Luna) non si muovessero intorno alla Terra. In sostanza continuavano a dominare i principi aristotelici per i quali, per esempio, i corpi celesti dovevano avere forma sferica e descrivere circoli in quanto la sfera e il cerchio sono figure perfette. In sostanza Aristotele riteneva che i corpi celesti si muovessero su sfere concentriche. Oltre alla Terra per lui vi erano, in ordine, la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove, Saturno, e, infine, il cielo delle stelle fisse, così chiamate perché come incastonate nel cielo sembravano immobili nelle loro posizioni relative sulla sfera celeste.

Il sistema eliocentrico copernicano.

Il nucleo centrale della teoria di Copernico, l'essere il Sole al centro delle orbite degli altri pianeti, e non la Terra, fu pubblicato nel libro De revolutionibus orbium coelestium (Delle rivoluzioni dei corpi celesti) l'anno della sua morte. 

Il sistema copernicano può sintetizzarsi in sette assunti.

Copernico presentò le sette petitiones (cioè i sette postulati della teoria) che dovevano dare vita a una nuova astronomia:

  • non vi è un unico punto centro delle orbite celesti e delle sfere celesti;
  • il centro della Terra non è il centro dell'Universo, ma solo il centro della massa terrestre e della sfera lunare;
  • tutte le sfere ruotano attorno al Sole, che quindi è in mezzo a tutte, e il centro dell'Universo si trova vicino a esso;
  • il rapporto della distanza tra il Sole e la Terra con l'altezza del firmamento, è tanto più piccolo di quello tra il raggio della Terra e la distanza di questa dal Sole, che, nei confronti dell'altezza del firmamento, tale distanza è impercettibile (non viene quindi percepito alcun movimento apparente nelle stelle fisse).
  • qualsiasi movimento appaia nel firmamento non appartiene a esso, ma alla Terra; pertanto la Terra, con gli elementi contigui, compie in un giorno un intero giro attorno ai suoi poli fissi, mentre il firmamento resta immobile, inalterato con l'ultimo cielo;
  • qualunque movimento ci appaia del Sole, non appartiene a esso, ma dipende dalla Terra e dalla nostra sfera, insieme alla quale noi ruotiamo intorno al Sole come qualsiasi altro pianeta, e così la Terra compie più movimenti;
  • per i pianeti appare un moto retrogrado e un moto diretto; ciò in realtà non dipende da loro, ma dalla Terra; pertanto, il moto di questa sola basta a spiegare tante irregolarità celesti.

Queste asserzioni rappresentavano l'esatto opposto di quanto affermava la teoria geocentrica, allora comunemente accettata. Esse mettevano quindi in discussione tutto il sistema di pensiero allora prevalente in filosofia e religione.

 

 

Gino Cecchini, Copernico e il “nuovo sistema del mondo”, La stampa 22 maggio 1943